STEP 5 - I LIBRI

L’annuncio della scoperta

Con una lettera alla Royal Society di Londra, datata 20 marzo 1800, Alessandro annuncia alla comunità scientifica internazionale la sua invenzione. Tre mesi dopo infatti Napoleone, grande estimatore del comasco, riapre l’università di Pavia, reintegra Volta come Professore di Fisica Sperimentale e lo nomina direttore del Gabinetto di Fisica.

Ma che fine ha fatto l’articolo inviato alla Royal Society sull’invenzione della pila? 
All’epoca, in considerazione dell’enorme prestigio della Royal Society, la pubblicazione di una ricerca, peraltro così sconvolgente, richiedeva infiniti esami, verifiche che potevano durare anche anni. Ma la lettera, indirizzata al Presidente della Royal Society Mr. Joseph Banks finisce in realtà nelle mani di Mr. Tiberio Cavallo, lo stesso scienziato membro della Royal Society con cui Alessandro aveva un consolidato rapporto scientifico e di amicizia. E Tiberio Cavallo, brucia le tappe. L’articolo di Volta viene pubblicato dopo soli 5 mesi, nel settembre 1800, sulle “Philosophical Transaction” con il titolo “On the Electricity excited by the mere Contact of conducting Substances of different Kinds”. È la consacrazione del genio di Volta e, in pratica, l’elemento decisivo nell’assegnare al comasco la paternità della pila, senza “se” e senza “ma”!

Tramite questo link è possibile visionare nel dettaglio l’intera Documentazione ufficiale della Royal Society:
https://royalsocietypublishing.org/cms/asset/e0f49d0e-b18e-4ca7-8860-7298c1584ada/front.pdf

Dalla data di pubblicazione della scoperta della Pila di Alessandro Volta, questo oggetto fu caso di continui studi da parte di molti scienziati che lo portarono ad un’evoluzione continua fino ai giorni nostri. Qui di seguito saranno riportate in ordine cronologico le diverse evoluzioni che ha subito la pila e le loro pubblicazioni a riguardo. 

(Facendo un click sui nomi sottolineati ed evidenziati in blu delle differenti evoluzioni della pila sarà possibile visionare direttamente gli articoli, i brevetti  o le pubblicazioni ufficiali relativi all'invenzione)


Pile

Nel 1866 G. Leclanché ha sviluppato il sistema zinco-carbone  che, a meno di alcune modifiche nella struttura del contenitore e nella consistenza della soluzione elettrolitica, costituisce la base delle moderne pile a secco.

Una variante della pila Leclanché è la pila alcalino-manganese, detta anche pila alcalina ad alta capacità . 


Nel 1945 S. Ruben alla Industria Mallory negli Stati Uniti ha messo appunto il sistema zinco-ossido di mercurio spesso chiamato
 pila al mercurio, che viene ancora prodotto commercialmente, in genere nella caratteristica forma a bottone particolarmente adatta per l’elettronica a basso ingombro.


Le prime pile al litio create sono state quelle litio-iodio , ma attualmente sono in commercio molti altri tipi di pile al litio dirette al mercato dell’elettronica di consumo. Molto diffusa è la pila litio-ossido di manganese .

Accumulatori

Alcune pile godono del vantaggio di poter essere ricaricate, vale a dire di poter essere ricondotte allo stato iniziale di carica mediante passaggio di corrente dall’esterno. La storia della pila ricaricabile o accumulatore inizia con la scoperta del sistema piombo-acido, ideato nel 1859 dal fisico francese Gaston Planté e perfezionato nel 1881 dal suo assistente Emile Faure.


Un altro importante evento nello sviluppo degli accumulatori elettrochimici è la scoperta del sistema nichel-cadmio (Ni-Cd), annunciata nel 1899 dallo svedese Waldemar Junger.

Tra gli anni 70 e 80 del novecento, John Goodenough, Stanley Whittingham, e Akira Yoshino hanno condotto ricerche sull’accumulatore litio-ione con l’intento di risolvere i problemi di ciclabilità e sicurezza dei sistemi al litio metallico, pur mantenendo le caratteristiche di elevata energia, le quali hanno ricevuto nel 2019 il Premio Nobel per la chimica.



Sitografia:

https://royalsocietypublishing.org/cms/asset/e0f49d0e-b18e-4ca7-8860-7298c1584ada/front.pdf
http://dx.doi.org/10.1016/B978-0-340-66278-6.X5000-1
http://dx.doi.org/10.1098/rstl.1800.0018
https://www.britannica.com/technology/Leclanche-cell
http://dx.doi.org/10.1021/acs.jchemed.8b00479
http://dx.doi.org/10.1007/978-1-4684-9045-9_9
https://patentimages.storage.googleapis.com/02/4c/32/7460f6360bde47/US3874929.pdf
http://dx.doi.org/10.1016/0378-7753(89)80002-3
https://patentimages.storage.googleapis.com/4e/c9/35/354b23f074ce96/US6136287.pdf
https://www.britannica.com/biography/Gaston-Plante
http://digitalamodeller.se/daedalus/kapitel/Sven A Hansson Waldemar Jungner och
jungnerackumulatorn.pdf

http://dx.doi.org/10.1039/c39740000328
http://dx.doi.org/10.1016/0025-5408(80)90012-4
https://patentimages.storage.googleapis.com/09/af/76/745061503b5807/US4668595.pdf
http://dx.doi.org/10.1016/B978-0-444-59513-3.00001-7



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