STEP 9 - AMICI E COLLABORATORI

In questo post verrà sinteticamente descritto il rapporto che Alessandro Volta ha avuto con tre scienziati / amici con cui ha collaborato nel corso della sua vita.


Giulio Cesare Gattoni


Giulio Cesare Gattoni (Como, 12 marzo 1741 – Como, 30 maggio 180) è stato un gesuita e fisico italiano. Provava una profonda devozione per l’amico più giovane di lui Alessandro Volta di cui aiutò a concretizzare alcuni suoi studi mettendo a disposizione il proprio Gabinetto scientifico con gli strumenti da egli stesso inventati (“non risparmiò … spesa alcuna per macchine e per esperienze lunghe e molteplici”, scrisse di lui Giambattista Giovio, insistendo sul fatto che Gattoni superò ogni ostacolo per facilitare il lavoro di Volta).
Quasi compagni di scuola (non lo furono per via della diversa età), i due scienziati, si frequentavano fin dall’infanzia per via dell’amicizia che era instaurata tra le due famiglie di provenienza. 
Gattoni lascia un interessante profilo di gioventù di Alessandro Volta : “ Come di me minore, nelle Scuole mi prese alla Rettorica l’ultimo mio anno 1758 e ci restò tre anni. Sembrava allora dissipato e che non si applicasse molto, ma faceva egli in un’ora ciò che a me costava tre giorni… Una prova del raro suo talento fu una composizione di circa 800 versi latini sopra le stagioni, che eseguì in breve spazio di tempo, e la recitò senza scordare una sola parola”.

 


Luigi Galvani

Luigi Galvani (Bologna, 9 settembre 1737 – Bologna, 4 dicembre 1798) è stato un fisiologo, fisico e anatomista italiano.
Luigi Galvani è oggi ricordato per la scoperta dell'elettricità biologica e di alcune sue applicazioni, come la cella elettrochimica, il galvanometro e la galvanizzazione.
Famosa è la disputa avvenuta tra i due famosi fisici italiani, Alessandro Volta e Luigi Galvani.

All'epoca del confronto si formarono due fazioni, i Galvaniani e i Voltiani.
Volta, il fisico, tendeva a ridurre tutto a proprietà dei corpi inerti.
Galvani, il biologo, invece considerava un approccio atto a considerare la struttura degli organismi viventi.
L’importanza della pila di Volta farà passare in secondo piano le disquisizioni teoriche. Volta viene considerato il vincitore della controversia. Dopo un trentennio o più di discredito l’opera di Galvani e la sua ipotesi dell’elettricità animale, “negli animali c’è una particolare macchina capace di generare un disequilibrio”, vengono rivalutate e Du Bois Reymond inizierà i suoi esperimenti di elettrofisiologia. Entrambi i contendenti avevano ragione: è vero, come diceva Galvani, che l'organismo umano produce corrente elettrica al suo interno; ma è anche vero, come sosteneva Volta, che il contatto di metalli diversi genera una differenza di potenziale.
La disputa accademica tra Galvani e Volta ha contribuito a vivacizzare l'ambiente dell'epoca nello studio su l’elettricismo, ha portato alla nascita di una nuova disciplina scientifica, l'elettrofisiologia, all'invenzione della pila, alla disponibilità di sorgenti affidabili di corrente elettrica e quindi allo sviluppo dell'elettromagnetismo. Le conseguenze a più lunga scadenza sono state enormi. Si può affermare che una disputa teoretica ha portato a grandi progressi tecnologici che hanno trasformato l'economia e la società.



Giovanni Battista Beccaria

Padre Giovanni Battista Beccaria (Francesco Ludovico Beccaria) (Mondovì, 3 ottobre 1716 – Torino, 27 maggio 1781), fu un fisico, matematico e monaco cristiano italiano.
Padre Beccaria formò un gruppo di studio, educando dei giovani come Joseph-Louis Lagrange, Gianfrancesco Cigna, che si rivelarono poi i futuri fondatori della Privata Società Scientifica Torinese, dalla quale a sua volta nascerà l'Accademia delle Scienze di Torino. Tra i suoi più importanti allievi ci furono poi Alessandro Volta e Luigi Galvani.
Nel corso della sua vita fece importanti studi scientifici, in cui nella prima fase, riguardarono quasi esclusivamente l'elettrologia; in questo ambito elaborò la teoria dell'elettricità vendicata che venne poi confutata solo successivamente dalle esperienze di Alessandro Volta.
Volta infatti  si occupò inizialmente dell'elettricità statica: entrato in corrispondenza con  Giovanni Battista Beccaria, si oppose alla sua spiegazione dell'elettricità vindice, ritenendo invece che il contatto dei corpi non annulla l'energia, ma solamente il suo segno positivo o negativo.
Nel corso dei suoi studi, Volta, per via del rapporto che si era instaurato nel tempo con il suo professore, spesso gli comunicava le proprie scoperte o le proprie idee in cambio di un giudizio.
Nel 1765,ad esempio, in una lettera a Beccaria, Volta crede di essere riuscito a scoprire nella seta una proprietà ben singolare, non osservata da alcuno, consistente nella manifestazione di elettricità opposte ottenibile stropicciando fra loro due diversi idioelettrici, ovvero corpi che sembrano avere in sé elettricità originaria; ma qualche anno dopo, leggendo la Storia dell’elettricità di Priestley sarà obbligato a rinunciare a buona parte delle sue pretese scoperte.



Sitografia:

http://ppp.unipv.it/VoltaGalvani/Pagine/PrincipRif.htm

https://www.ciaocomo.it/2019/11/24/scienziato-mecenate-volta-fisico-giulio-cesare-gattoni-1741-1809/187542/

https://alessandrovolta.it/opere-voltiane/la-lettera-a-beccaria/

https://www.treccani.it/enciclopedia/alessandro-volta/

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